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É com a reflexão que o escritor humorista evidencia as contradições da realidade:
Cominciamo da quella che l’illusione fa a ciascuno di noi, dalla costruzione
cioè che ciascuno per opera dell’illusione si fa di sé stesso. Ci vediamo noi
nella nostra vera e schietta realtà, quali siamo, o non piuttosto quali
vorremmo essere? Per uno spontaneo artificio interiore, frutto di segrete
tendenze o d’incosciente imitazione, non ci crediamo noi in buona fede
diversi da quel che sostanzialmente siamo? E pensiamo, operiamo, viviamo
secondo questa interpretazione fittizia e pur sincera di noi stessi.
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E qual é a verdadeira e genuína realidade? Para Pirandello ela não pode existir porque
a verdadeira realidade é caracterizada pela lei da pluralidade extremamente relativa, baseada
na decadência do eu e na não univocidade:
La vita è un flusso continuo che noi cerchiamo d’arrestare, di fissare in
forme stabili e determinate, dentro e fuori di noi, perché noi già siamo forme
fissate, forme che si muovono in mezzo ad altre immobili, e che però
possono seguire il flusso della vita, fino a tanto che, irrigidendosi man mano,
il movimento, già a poco a poco rallentato, non cessi. Le forme, in cui
cerchiamo d’arrestare, di fissare in noi questo flusso continuo, sono i
concetti, sono gli ideali a cui vorremmo serbarci coerenti, tutte le finzioni
che ci creiamo, le condizioni, lo stato in cui tendiamo a stabilirci. Ma dentro
di noi stessi, in ciò che noi chiamiamo anima, e che è la vita in noi, il flusso
continua, indistinto, sotto gli argini, oltre i limiti che noi imponiamo,
componendoci una coscienza, costruendoci una personalità. In certi momenti
tempestosi, investite dal flusso, tutte quelle nostre forme fittizie crollano
vários elementos, coordena-os, compara-os. [...] A consciência, em resumo, não é uma potência criadora, mas
o espelho interior no qual o pensamento se mira; pode-se dizer até que ela é o pensamento que vê a si mesmo,
assistindo aquilo que ele faz espontaneamente.” PIRANDELLO, Luigi. L’umorismo. Op. cit., p. 78
30 “Comecemos por aquilo que a ilusão faz a cada um de nós, isto é, pela construção que cada um faz de si
mesmo por obra da ilusão. Vemo-nos em nossa verdadeira e genuína realidade, como somos ou, até mesmo,
como gostaríamos de ser? Por um artifício interior espontâneo, fruto de tendências secretas ou imitação
inconsciente, não acreditamos, com boa fé, diferentes daquilo que substancialmente somos? E pensamos,
agimos e vivemos segundo esta interpretação fictícia e,no entanto, sincera de nós mesmos.” PIRANDELLO,
Luigi. L’umorismo. Op. cit., p. 90